Modutech eD i sistemi in geotermia a bassa entalpia

Sistemi di condizionamento domestico con geotermia a bassa entalpia


La geotermia a bassa entalpia viene spesso considerata una tecnologia astrusa e difficile da comprendere: eppure si tratta in realtà di un’applicazione la cui applicazione deriva direttamente dalla tecnologia dei condizionatori.
In realtà oggi il 99% delle famiglie italiane possiede un esempio pratico del ciclo di Carnot (frigorifero, condizionatore o congelatore) su cui si basa l’applicazione della geotermia a bassa entalpia, e nessuno mai si e' sognato di discuterne l'affidabilità o la validità; un diverso atteggiamento si ha invece nei confronti della pompa di calore (banalizzando, si tratta di null'altro che un frigorifero a ciclo invertito) verso la quale esiste ancora poca dimestichezza.
E questo è un vero peccato, in quanto la pompa di calore potrebbe essere facilmente applicata su vastissima scala sia per la produzione di acqua calda che per la climatizzazione degli ambienti, come del resto accade diffusamente in Giappone, negli Stati Uniti e nei Paesi del Nord Europa; tale sfruttamento avverrebbe utilizzando fonti di energia totalmente rinnovabili e largamente disponibili in natura, quali acqua di falde, fiumi, calore diffuso nel terreno ed energia solare fotovoltaica, ma soprattutto eliminando di fatto sistemi (quali i bruciatori a gasolio ed a metano) fonte di polveri sottili e biossido di carbonio.
Tramite azionamenti elettrici, infatti, il lavoro meccanico prodotto dagli organi interni alla pompa di calore permette di elevare le temperature del fluido operante (generalmente R410A) fino a 80 gradi, più che sufficienti per le applicazioni citate o addirittura per applicazioni di tipo industriale, quali la generazione di vapore secco o la refrigerazione.
Un processo di recupero energetico di tal genere risulta altamente remunerativo, poiché la quantità di energia che si riesce a recuperare dai fluidi “gratuiti” (aria, acqua, terra...) è superiore di circa quattro volte e mezza rispetto al lavoro meccanico svolto dal compressore, o, in altri termini, all'energia elettrica spesa per far funzionare l’impianto.
Tale principio, già razionale sotto l'aspetto fisico, diventa anche attuale sul piano industriale ed economico, considerando l'andamento delle quotazioni dei prodotti petroliferi sul mercato internazionale.
Se si aggiunge oltretutto la facile integrabilità con sistemi fotovoltaici, il sistema integrato permette il raggiungimento del traguardo delle emissioni complessive nulle in CO2, oltre che una interessante remunerazione che prevede anche bonus sugli incentivi che possono arrivare al 30% della tariffa incentivante erogata dal GSE.
La virtuale assenza di emissioni dei sistemi in geotermia a bassa entalpia renderebbe ideale l’installazione massiva in città come Milano, dove il costante sforamento dei livelli di inquinamento ammessi, e quindi la susseguente irrogazione di multe da parte della comunità europea, avrebbero finalmente una soluzione.
Fra l’altro Milano dispone di un livello di falda acquifera molto vicina alla superficie, elemento che faciliterebbe molto le installazioni…

Il funzionamento di un sistema in geotermia a bassa entalpia

E’ necessario in prima battuta chiarire che la geotermia a bassa entalpia NON utilizza volumi di calore siti in profondità, come abitudine in paesi come l’Islanda, ma sfrutta il principio per cui la Terra viene utilizzata come un “serbatoio virtuale” in cui “versare” il calore in eccesso durante il periodo estivo e “pompare” quello necessario durante l’inverno.
In altri termini, invece di bruciare del combustibile per produrre calore utilizziamo quello già immagazzinato dalla Terra, diminuendo in maniera drastica la produzione di quella funzione di stato che i fisici chiamano entropia.
Analizziamo ora nel dettaglio il funzionamento di un sistema Geotermico a bassa entalpia, composto da una sonda e da una macchina a pompa di calore.
La pompa di calore si compone essenzialmente di un circuito sigillato all'interno, nel quale un gas (normalmente R410A, inoffensivo nei confronti della fascia di Ozono) compie un intero ciclo termodinamico, detto di Carnot, che consiste inizialmente in una compressione quasi adiabatica: ciò comporta un innalzamento di temperatura del gas stesso dovuta al fatto che il calore complessivo del gas rimane approssimativamente costante mentre varia il suo volume.
Intuitivamente è chiaro che l’azione di “costringere” il gas in un volume inferiore comporta l’innalzamento della sua temperatura, e viceversa: in questa maniera possiamo disporre di un volume di gas a temperature o molto elevate oppure molto basse.
Il motore elettrico di trascinamento e il compressore sono inglobati in un unico contenitore ermetico, completamente isolato termicamente, in modo da ridurre le dispersioni di calore verso l'esterno.
Quindi, durante la prima fase del ciclo (compressione) il gas R410a aumenta di pressione e di temperatura con un incremento del proprio contenuto entalpico; nella seconda fase il gas R410a attraversa uno scambiatore, detto condensatore, nel quale viene a contatto con l'acqua cedendo in contro corrente calore, e quindi abbassando la sua temperatura.
L'acqua o l'aria così riscaldate sono utilizzate come fluido vettore per il riscaldamento di locali o di acqua sanitaria tramite termoconvettori, classici radiatori oppure un sistema di scambio termico a pavimento.
Nella terza fase del ciclo termodinamico il gas R410a attraversa una valvola di espansione ove subisce un processo di "laminazione", che comporta una espansione del gas e quindi un calo della sua temperatura.
Questo cambiamento di stato da gas a liquido e' utilizzato nell'evaporazione (quarta fase) dove il gas R410a si troverà a temperature molto basse, tali da permettergli di assorbire calore dal fluido vettore esterno apportatore di energia, che nel caso della geotermia potrebbe essere acqua di falda o acqua con aggiunta di glicole etilenico che ricircola nelle sonde sotterranee.
Riassumendo:
1. nella fase di evaporazione il gas R410a assorbe calore sottraendolo all'acqua di falda o glicolata;
2. nella fase di compressione il gas R410a (stato gassoso) assorbe ulteriore calore per conversione di lavoro meccanico-termico;
3. nella fase di condensazione il gas R410a cede il calore assorbito nelle due fasi precedenti, all'acqua o all'aria vettori che circolano nell’abitazione;
4. nella fase di espansione il gas R410a riduce la propria pressione e temperatura (stato liquido) per ripresentarsi al punto 1.
Ovviamente lo stesso ciclo, se invertito, genera allo scambiatore non un gas freddo ma caldo, e quindi viene raffreddato dall’acqua di falda (o da acqua addizionata a glicole etilenico): questo ciclo invertito permette alla pompa di calore di raffrescare invece di riscaldare l’abitazione.
Il rapporto tra la quantità di calore ceduto nel condensatore e la quantità di calore spesa in lavoro meccanico, ovvero quantità di energia elettrica consumata per il funzionamento del compressore viene chiamato COP (Coefficient of Performance) e dipende dalle temperature di evaporazione e di condensazione e dalla qualità intrinseca della macchina e della sonda nel terreno
Valori normali sono compresi fra 3 e 5, cioè per un kW elettrico immesso nella macchina si estraggono dai 3 ai 5 kW termici utili al riscaldamento o al raffrescamento della casa: è chiaro che ciò significa ottenere un costo specifico medio per unità di calore prodotto che e' un settimo di quello di un impianto tradizionale con caldaia funzionante a gasolio e dell’80% in meno con caldaia a gas metano.
In altri termini, se in una unità immobiliare monofamiliare di circa 100 mq. il costo di riscaldamento con gasolio si aggira attorno a circa 3.200,00 euro annui, con gas metano si scende a circa 1500-1700 euro, mentre con una pompa di calore si spendono approssimativamente 400 euro.
Va inoltre evidenziato che, utilizzando una pompa di calore per il riscaldamento degli ambienti, si dispone contestualmente di condizionamento e deumidificazione senza costi aggiuntivi, fatta eccezione per la modica spesa relativa alla valvola di inversione del ciclo di Carnot.
Altra applicazione della pompa di calore e' il riscaldamento dell'acqua calda sanitaria; allo stato attuale le pompe installate in genere integrano la funzione estiva/invernale a quella di riscaldamento di acqua sanitaria in maniera automatica sfruttando lo scambio di calore con la sonda Geocompact interrata.
Per concludere, utilizzando sistemi di piastre ad induzione per la preparazione dei cibi, è possibile evitare l’installazione di impianti di distribuzione di gas combustibile (Metano o GPL) abbassando i costi complessivi di costruzione e di burocrazia, oltre a rendere molto sicuro l’intero impianto il quale non genera alcuna emissione in monossido di carbonio, non ha alcun rischio di perdite di gas infiammabile ed ha piani di cottura freddi.
Vediamo dunque quanto un sistema geotermico sia vantaggioso dal punto di vista economico:


Sistema di generazione calore
Energia da
Quantità
Potenza termica ottenuta (kWt)
€.IVA compresa per 1 kg o kW
Costo per 18,90 kWt (€)
CO2 emesso (kg)
Bruciatore a caldaia
Metano
2,57 m3
16,70
2,445
2,45
0,56
Bruciatore a caldaia
GPL
1,77 l
18,54
2,041
1,87
0,63
Bruciatore a caldaia
Gasolio
1,205 l
11,80
1,76
2,82
0,79
Bruciatore a caldaia
Pellet sfuso
1 kg
4,4
0,39
1,67
1,12
Geotermico
Elettricità da rete
1 kW
da 4 a 5,5
0,16
da 0,54 a 0,75
da 0,08 a 0,14
Geotermico
Elettricità da FV
1 kW
4-5,5
0 + incentivi GSE
0
0
Geotermico
Elettricità da eolico
1 kW
4-5,5
0 + incentivi GSE
0
0

L’efficienza complessiva imbattibile dei sistemi in geotermia (in particolare se installati in parallelo ad un sistema fotovoltaico, che può generare anche il 100% dell’energia elettrica necessaria al funzionamento del sistema) è però garantito solo se gli impianti sono perfettamente funzionali: in effetti il dimensionamento dell’impianto è piuttosto complesso in particolare per quanto riguarda la parte di sonda geotermica.

Il motivo di questa criticità è legato alla non uniformità della potenza termica dissipabile: va infatti ribadito che le sonde geotermiche a bassa entalpia non si comportano da semplici collettori del calore terrestre, come nei sistemi generativi quali quelli di Larderello, ma di fatto da dissipatori in volumi cosiddetti “pozzi termici”.
Cos’è un “pozzo termico” ? Semplicemente un volume dotato di elevata massa con una buona capacità di scambio termico che permetta di fatto alle sonde di operare a temperature relativamente costanti.
Un classico “pozzo termico” è il pianeta Terra, che è dotato di massa virtualmente infinita (almeno per l’uso geotermico) e di sufficiente capacità di trasmissione del calore: questo permette di fatto l’utilizzo di fluidi che garantiscono la dissipazione del calore in estate ed il suo recupero in inverno.
In altri termini, in estate un sistema geotermico “pompa” il calore sottratto alla nostra casa nel terreno mentre in inverno fa esattamente l’opposto: di fatto dal punto di vista termodinamico il ciclo complessivo dovrebbe essere quasi statico se non considerassimo la latitudine e la generazione di acqua calda sanitaria.
Ovviamente il riscaldamento di ACS (acqua calda sanitaria) è un processo univoco, nel senso che durante tutto l’anno a latitudini come quelle Italiane l’acqua calda sanitaria si scalda e non si raffredda: questo comporta il fatto che in estate si utilizzi una parte di calore scaricato dall’abitazione per scaldare l’ACS mentre in inverno tutta la potenza termica della pompa va a fornire calore sia all’abitazione che all’ACS.
Questa è un'altra problematica alquanto importante legata al dimensionamento degli impianti: si tenga conto che un’abitazione mal coibentata (cfr. l’ultimo numero di Geocentro) disperde in breve tempo il calore interno alla struttura, e necessita dunque di potenze termiche maggiori, che si sommano in estate a quelle necessarie alla generazione di ACS.
Il dimensionamento termico degli impianti va quindi impostato nella condizione invernale più sfavorevole, e con un indice di coibentazione termica di un grado inferiore per essere certi che le potenze in gioco permettano un facile raggiungimento delle condizioni di equilibrio termico.
Tenete conto che i costi medi delle pompe di calore variano in maniera non lineare al variare delle potenze installate: in effetti raddoppiando la potenza termica installata in una pompa di calore il costo varia in genere del 30%, per cui un dimensionamento con un coefficiente di potenza 1,5 rispetto al calcolato in genere comporta costi di upgrade limitati.
Questo però va comparato con i tempi di funzionamento dell’impianto: essendo la fornitura di energia elettrica una funzione in prima approssimazione direttamente proporzionale alle ore di funzionamento una pompa di calore dimensionata in maniera più importante viene utilizzata per tempi inferiori, facendo scendere il costo di esercizio, come evidente nella fig. 3.


Altro parametro importantissimo legato alla funzionalità di un siffatto impianto è quello della funzionalità termica della sonda di captazione di calore, che deve essere dimensionato correttamente in funzione delle sue caratteristiche.
In questo senso va specificato che i sistemi di captazione geotermica possono essere in generale di tre tipi:
• Sonde verticali, in genere in materiale plastico multistrato;
• Sonde orizzontali, anch’esse in materiale plastico multistrato;
• Captazione a ciclo aperto con acqua di falda.

Vediamo un po’ quali sono i vantaggi delle tre soluzioni.
Nei primi due casi, poiché lo scambio termico avviene per conduzione all’interno della sonda che altro non è che una tubazione in materiale plastico (e quindi in generale un conduttore di calore non efficacissimo), le potenze di scambio in gioco sono abbastanza limitate e in prima approssimazione lineari con la lunghezza della sonda.
Parlando di sonde verticali, essendo ragionevoli valori fra i 20 ed i 40 w/m, per dissipare potenze dell’ordine di 7,5 kWt sono necessarie lunghezze di captazione oscillanti fra i 190 ed i 380 metri lineari di sonde, realizzabili tramite tre sonde in serie della lunghezza compresa fra i 60 ed i 120 metri di profondità.
Come è ben chiaro questa soluzione comporta costi di trivellazione di alcune migliaia di euro ed analisi geologiche approfondite del sottosuolo, che alzano ulteriormente i costi di installazione, oltre che di autorizzazioni amministrative non sempre facili ed economiche da ottenere.
La seconda soluzione, quella di utilizzare sonde orizzontali (installate alla profondità di circa 2,5 metri) permette di evitare installazioni complesse anche se le capacità termiche risultano inferiori rispetto ai sistemi verticali (dai 15 ai 25 w/m) e quindi necessitano di lunghezze maggiori per ottenere identiche potenze trasmissive.
Appare evidente che questa tecnologia risulta ideale nel caso in cui si debba realizzare un’area giardino ampia e sia necessario riarredare l’area, meno se le superfici a disposizione sono limitate in quanto la lunghezza necessaria unita all’obbligo di lasciare sufficiente interasse fra tubazioni comportano l’obbligo di disporre di ampie superfici.

La terza soluzione si distingue dalle prime due in particolare dalla tipologia di circuito, che diversamente dalle soluzioni ora indicate è aperto, basandosi sull’utilizzo di acqua di falda.
In effetti, essendo spesso l’altezza di falda relativamente limitata, questa soluzione appare ideale in quanto non comporta profondità eccessive di trivellazione (spesso bastano 3-5 metri) ed addirittura possono utilizzare acque di pozzi già presenti senza particolari problemi.
Le controindicazioni funzionali sono invece legate alla necessità di installare uno scambiatore di calore intermedio che evita che le acque di falda (spesso inquinate da colibatteri fecali a causa dello scriteriato utilizzo della vetusta tecnica dei pozzi perdenti o cariche di sali disciolti) possano danneggiare lo scambiatore della pompa di calore.
Soluzioni di sonde geotermiche alternative sono quelle metalliche a serbatoio (tipo il sistema Geocompact) che permettono scavi limitati a 3-4 metri di profondità se in orizzontale ed a 8 se in verticale che garantiscono potenze di scambio attorno ai 10 kWt ed eliminano in maniera sostanziale la complessità impiantistica eliminando l’uso di scambiatori intermedi.
Pertanto il progettista deve attentamente valutare quale sia la soluzione ideale per l’installazione di sistemi geotermici, in particolare per valutare quale possa essere la migliore soluzione applicativa per le sonde geotermiche a bassa entalpia.


SISTEMI DI RISCALDAMENTO E CONDIZIONAMENTO AD ENERGIA GEOTERMICA (POMPE DI CALORE GEOTERMICHE)
La Terra assorbe circa il 47% dell'energia che riceve dal Sole e la mantiene sotto forma di energia pulita e rinnovabile. Le pompe di calore ad energia geotermica sfruttano il fatto che la temperatura del terreno già pochi metri sotto la superficie si mantiene circa costante durante l'arco dell'anno: questo fatto permette di estrarre calore dal terreno d'inverno per riscaldare con una efficienza che si avvicina o supera il 400% (COP circa 4) e di cedere calore al medesimo in estate per condizionare. In questo modo la falda viene “caricata” in una stagione per quella successiva. L'utente di un impianto di questo tipo non necessita quindi di due sistemi distinti, uno per riscaldare ed uno per condizionare, ma ottiene lo stesso risultato con un unico sistema ed in maniera più efficace ed efficiente.


Le componenti di un impianto ad energia geotermica sono sostanzialmente tre:
o una o più pompe di calore normalmente collocate all'interno dell'edificio
o un insieme di tubi opportunamente interrati per scambiare calore con il terreno
o ed un sistema di scambio di calore con l'ambiente interno (pannelli radianti).
Nella pompa di calore i tubi provenienti dal terreno vengono a stretto contatto con le spire di un evaporatore all'interno delle quali scorre un liquido refrigerante che, a contatto con i tubi più caldi evapora e viene inviato ad un compressore: qui il gas viene altamente compresso e quindi surriscaldato ed è pronto per essere inviato allo scambiatore con l'ambiente interno per cedere calore. Una volta che si è raffreddato il refrigerante ritorna allo stato liquido ed il ciclo ricomincia.


In estate il ciclo è invertito ed il sistema cede al terreno il calore estratto dall'ambiente interno rinfrescandolo.


Lo scambio di calore con il terreno avviene attraverso un insieme di tubi in polietilene che possono essere interrati orizzontalmente a pochi metri di profondità oppure verticalmente se lo spazio attorno all'edificio è limitato. La lunghezza dei tubi, la profondità a cui arrivare ed il numero di loop da utilizzare vengono calcolati in base alla latitudine del luogo, al tipo di sottosuolo ed ai carichi termici dell'edificio.


Normalmente vengono usati tubi a loop chiuso, all'interno dei quali scorre una miscela di acqua e anticongelante non tossico (glicole), ma esistono anche applicazioni a loop aperto
che pescano acqua da una falda. A causa delle eccellenti proprietà termiche dell'acqua, se accanto all'edificio è presente un piccolo lago, i tubi possono essere posizionati sul suo fondale e scambiare calore in maniera ugualmente efficace.
Gli impianti ad energia geotermica sono diffusi negli Stati Uniti, in Canada, in Australia e nel Nord Europa e la loro validità è ampiamente dimostrata. Inoltre la loro applicabilità si estende ad una vasta gamma di costruzioni: abitazioni residenziali, villette, edifici commerciali, scuole, piscine, serre e capannoni, hotel ed uffici.
L'installazione è semplice e veloce, il circuito non provoca alcun disturbo al terreno circostante e sostanzialmente una volta installato ci si può dimenticare di averlo: in effetti un sistema ad energia geotermica garantisce un livello di comfort estremamente elevato.


Un’unica centrale gestisce il riscaldamento, il condizionamento, la deumidificazione e una buona parte dell’acqua calda sanitaria. In realtà fa molto di più: consuma in assoluto il minimo quantitativo di risorse naturali (indirettamente attraverso l’energia elettrica che lo alimenta).


Sebbene collocato internamente il sistema è molto silenzioso, inoltre non essendoci alcun dispositivo all’esterno, il disturbo associato con le unità esterne (vedi i dispositivi split o altri di ventilazione) è completamente eliminato.
Il sistema è molto sicuro: non c’è combustione, fiamma aperta, gas nell’aria che respiri, residui di particolato che si depositano nell’ambiente dove si vive o si lavora.
Infine la tecnologia geotermica è imbattibile nella sua abilità di adattarsi ad ogni tipologia di edificio: ogni applicazione, da edifici di elevato valore storico a palazzi ultramoderni o da hotel ad uffici/aziende.
L’integrità di ogni stile architettonico può essere completamente mantenuta a causa della totale assenza di dispositivi visibili esterni.
Gli impianti geotermici hanno una storia di lunga vita con bassa manutenzione, per i seguenti motivi:
• Utilizzo di circuiti sigillati di refrigerante
• Unità collocate all’interno dell’edificio
• Temperature in gioco molto miti con basse variazioni contrapposte a quelle estreme
• dei dispositivi di riscaldamento e condizionamento tradizionali che usano combustione l’aria esterna.

Complessivamente i sistemi geotermici offrono i seguenti vantaggi:
• Costi ridotti per riscaldamento, condizionamento/raffrescamento e acqua calda
• Incremento del valore della proprietà immobile
• Basso costo di ciclo di vita
• Un unico fornitore per il riscaldamento/condizionamento e l’elettricità domestica o aziendale
• Riduzione dei picchi di domanda di potenza impiegata
• Installabile praticamente in ogni luogo del mondo
• Ambiente più pulito e più sicuro
• Promossa la conservazione del territorio
• Riduzione del consumo di combustibili fossili
• Riduzione del petrolio di importazione
• Drastico incremento dell’efficienza energetica dell’edificio
• Riduzione dei picchi di domanda di potenza
• Nessun inquinamento (anche considerando quello indiretto i valori sono in assoluto i più bassi al mondo)
• Nessun combustibile o acqua di scarto
• Ridottissimo consumo delle risorse naturali

Secondo l'EPA, l'Ente per la Protezione Ambientale statunitense, non esiste oggi sul mercato un sistema di riscaldamento e di condizionamento più efficiente dal punto di vista energetico e più pulito per l'ambiente rispetto alla tecnologia geotermica (report EPA-DOE: Space Conditioning : The Next Frontier - 430-R-93-004).
Gli impianti geotermici infatti consentono di ridurre il consumo di energia fino al 40% confrontati con pompe di calore aria-aria e fino al 75% confrontati con il riscaldamento elettrico ed a gasolio. In estate poi si può utilizzare il calore estratto dall'ambiente per avere acqua calda quasi a costo zero, e comunque durante tutto l'arco dell'anno si può risparmiare anche il 30% sulla produzione di acqua calda rispetto ai sistemi elettrici ed a gas.

Modutech: impianti geotermici chiavi in mano
3 progetti con impianti geotermici realizzati dalla Modutech di Bari, in contesti e con caratteristiche diverse:
1. la riqualificazione energetica di un’abitazione privata (un villino bifamiliare), che ha portato ad un risparmio annuale di ben 25.000 € per riscaldamento e ACS, sostituendo una vecchia caldaia a gasolio e rendendo la struttura ad energia quasi zero grazie all’abbinamento geotermia-fotovoltaico;
2. un’edificio commerciale storico con un impianto da 30,7 kW ed una installazione industriale su uffici per un totale di 250 kWt che ha portato un rispermio complessivo di circa 95.000 €/anno. Tutte le soluzioni hanno COP certificato superiore a 5,50.
3. Una installazione Geotermica per gli uffici di una struttura industriale uniti ad un sistema di teleriscaldamento su due abitazioni.

Riqualificazione energetica di una residenza privata

Impianto di riscaldamento, natural cooling e acqua sanitaria – Potenza 26,7 kW
L’intervento eseguito nel 2013 ha visto il risanamento energetico di un gruppo di edifici residenziali con vincolo architettonico per complessivi 360 mq.
Il sistema di riscaldamento è composto da impianti radianti a pavimento per tutta l’abitazione e deumidificatori Modutech integrati nelle pareti.
Modutech ha realizzato un impianto geotermico a sonde verticali con pompe di calore full inverter Rhoss per gli impianti radianti.
Il progetto termotecnico oltre che analizzare le pompe di calore ha previsto una attenta realizzazione degli interventi di eliminazione dei ponti termici in fase di ristrutturazione realizzando un’opera di cappottatura esterna della struttura che ha permesso di abbattere dell’87% le potenze passive invernali e del 74% di quelle estive.
I costi di raffrescamento estivo sono stati abbattuti in maniera quasi totale grazie all’adozione di una unità free cooling sulla pompa di calore Rhoss.
L’impianto geotermico è stato integrato ad un impianto termo-fotovoltaico che non comporterà alcun costo di gestione energetica (zero emission buildings) oltre che incrementare le prestazioni complessive dei pannelli FV.
L’impianto ha fornito lusinghieri riscontri in termini di performance con COP di 6,22 (comprensivo dell’incidenza dei circolatori primario e secondario) per la basse temperature e COP di 4,11 per le alte temperature.
Grazie alla sostituzione del vecchio impianto a gasolio con costi di gestione di circa 32.500 €/anno (25.000 litri/ anno), ed all’installazione di un impianto fotovoltaico di 10 kWp ed all’installazione di un impianto geotermico a ciclo chiuso con sonde verticali Modutech ha permesso di ottenere costi di gestione di circa 1.200,00 €/anno, con un risparmio di circa 26.000,00 €/anno.

Impianto di riscaldamento, active cooling e acqua sanitaria – Potenza 8,4 kW
L’edificio residenziale di nuova costruzione in oggetto è frutto di uno studio termotecnico particolarmente raffinato ed evoluto.
Per l’edificio residenziale di due piani di 250 mq ristrutturato nel 2012, MODUTECH ha installato un impianto geotermico a sonde verticali con pompa di calore full inverter Rhoss.
Il progetto architettonico e termotecnico ha previsto l’utilizzo di soluzioni costruttive ed impiantistiche che superano i livelli di prestazione energetica previsti dallo standard Casaclima e delle normative nazionali.
La disposizione degli elementi architettonici ha permesso di conseguire il migliore risultato in termini di apporti solari durante la stagione invernale, e si rivela altrettanto efficiente nella schermatura dall’irraggiamento solare in fase estiva.
L’utilizzo dell’impianto geotermico in abbinamento a sistemi radianti a pavimento ha reso non solo nulli ma economicamente remunerativi i costi di gestione di questa abitazione ristrutturata.
L’impianto geotermico è stato con un impianto fotovoltaico e viene telegestito attraverso il sistema di telecontrollo evoluto MODUTECH.
Con l’ultimo intervento di riqualificazione energetica (impianto fotovoltaico) l’edificio non avrà alcun costo di gestione energetica e verrà classificato come edificio ad ENERGIA QUASI ZERO ovvero sarà energeticamente autosufficiente.

L’impianto ha fornito lusinghieri riscontri in termini di performance con COP di 6,30 per il funzionamento degli impianti radianti in fase invernale e con un EER di 6,15 durante la fase di raffrescamento estivo. Per il funzionamento invernale dell’impianto geotermico a sonde verticali, l'intervento ha permesso di ottenere un risparmio notevole nei costi di gestione con una spesa di soli 257,00 €/anno (125,00 € in fase estiva).

Impianto di cooling ed acqua sanitaria. Potenza 30,7 kW
L’edificio in oggetto è destinato ad uso terziario e si situa all’interno di una struttura produttiva dell’area meccanica su un unico piano rappresentando la riqualificazione energetica di un capannone industriale costruito negli anni ’80.
La scelta dell’impianto è ricaduta su un impianto ad energia rinnovabile a pompa di calore geotermica con ciclo aperto utilizzato anche per l’integrazione di un sistema di teleriscaldamento e raffrescamento per due villette ad uso abitativo interne all’area di proprietà ed abitate dalla proprietà aziendale.
Il progetto termotecnico ha previsto la realizzazione di impianti radianti a pavimento in sostituzione dei vecchi aerotermi per raggiungere la massima efficienza conseguibile con le pompe di calore, producendo nel contempo anche acqua calda sanitaria richiesta dai lavoratori.
L’impianto ha garantito un valore di COP pari a 6,67 per il funzionamento degli impianti radianti.
Per il funzionamento invernale dell’impianto geotermico a sonde verticali, Modutech ha permesso di ottenere un risparmio nei costi di gestione di circa 93.000,00 €/anno.

 

 
MODUTECH   S.r.l. - Via Calefati 330 – 70122 Bari (Ba).  Tel +39 - 080 - 5207097 fax: +39 - 080 – 5220581

 

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